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"IL COMPORTAMENTO RIDISEGNATO"
Drammaturgia per l'attore
dalla pittura di Egon Schiele

 
 
 
 
 

Di e con:  Claudia Contin e Ferruccio Merisi

Regia:  Ferruccio Merisi
 

Lo studio approfondito dei linguaggi corporali dell'attore (tra cui quello della Commedia dell'Arte) ha portato la Scuola Sperimentale dell'Attore anche all'ipotesi progettuale di considerare un'opera pittorica come un "testo" per il corpo dell'attore. Secondo questa ipotesi, esattamente come succede per l'apparato fonatorio nei confronti di una pagina letteraria, il corpo intero dell'attore può "pronunciare" gli angoli e le tensioni, le posizioni e i movimenti espressi sulla tela da un pittore di figure umane.
Per oltre vent’anni l'opera di Egon Schiele è stata per Claudia Contin il “luogo di coltura” ideale di questo esperimento, Una scelta dettata dalla grande ricchezza di variazioni attorno al corpo umano espresse, al limite del surreale, dal grande pittore austriaco.  Certamente però anche da una sincera elezione poetica: lo straordinario enfant terrible della precaria Vienna imperiale è probabilmente da considerarsi come il primo pittore della crisi di un secolo, e forse addirittura di un millennio, con suggestioni che vanno dal pagano al romantico, dall’eroico al punk.  Così, l'attore che "indossa" sil suo corpo l'opera di Schiele si sorprende a parlare – o a essere parlato, come diceva Rimbaud - di realtà e di apparenze, di individualità e di infinito, di acqua e di sete, di poesia e di guerra.
Ferruccio Merisi ha organizzato Il comportamento ridisegnato come una visita guidata nei meccanismi della creazione artistica; una visita in cui però le notizie offerte al pubblico, più che costituire spiegazioni, rappresentano essenziali e lineari collegamenti tra momenti teatrali di grande ed intensità. Il comportamento ridisegnato, si può definire un “affresco teatrale” costruito su un linguaggio gestuale straordinario, progettato dal pennello di un pittore. Per la natura stessa delle forze in gioco, è forse fatale che in questo lavoro di Contin e Merisi aleggi, come tema portante, quello della visionarietà, della sofferenza profetica, della differenza tra la violenza interiore dell'artista e la violenza morale e fisica dei tempi in cui vive. Un tema che trova sviluppi  e articolazioni attraverso  l’applicazione, alle partiture fisiche “schieliane”, di alcuni importanti testi specifici, tratti dagli scritti di Antonin Artaud, di Giuseppe Ungaretti, di William Golding, di Christa Wolf e dello stesso Egon Schiele.

 
Pubblico Consigliato:  per tutti!

Esigenze tecniche:
Spazio scenico m. 5x8, sala completamente oscurabile, inquadratura nera,
ottima acustica.
Camerino per 2 attori riscaldato e con acqua corrente.
Per teatri o spazi fino a 200 posti: n° 8 riflettori da 1000 W; due piantane, una centralina di regolazione con almeno 6 canali indipendenti da 2 KW ciascuno e relativo dimmer. Per teatri con posti superiori ai 200: n° 12 riflettori da 1000 W; quattro piantane; una centralina con almeno 8 canali e relativo dimmer.
Impianto audio completo min. 150 W (300 W per teatri con posti superiori ai 200), con due piastre indipendenti per lettura CD, relativo amplificatore e mixer.
Attenzione: le casse altoparlanti devono essere poste dietro la scena, in prossimità del fondale; il mixer luci, il mixer audio e le piastre devono invece poter essere posti in scena, sul lato sinistro guardando dalla platea.E' necessario un tavolino non troppo profondo, capace di reggere tutti questi strumenti.
 

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