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Arlecchino, servitore di Satanasso
in persona (che però risulta...scomparso), si ritrova "orfano
di padrone" a vendere una strana eredità che gli è rimasta
tra le mani: alcune anime pregiate, anime dannate, anime particolarmente
biricchine...conservate in cubetti di ghiaccio affinchè non "se
dislènguino, svòlino via, che po' no le catémo più"...
Inizia così un "viaggio umoristico", imprevedibile, arguto
e graffiante, che vede Arlechino - "pro budello suo" - scoprirsi
di volta in volta: strampalato ciarlatano, stregone, allievo filosofo e...cantautore,
senza potersi esimere dal dire la sua sui costumi del nostro (per lui) stranissimo
mondo.
Punto da una fame sempre più lancinante, atavica e profonda, esercita
la sua professione di "Venditore di illusioni" e sembra finire
egli stesso per credere in quel Mondo di "buon-senso"
e "non-senso" popolare che
comincia a montare come una crema intorno alle sue veloci chiacchere, alle
sue capriole e lazzi, alle danze, alle magie, alle canzoni, alla sua comica
serietà, alla sua tragica ilarità...
E la sua sgrammaticata, vaneggiante, comica 'visione del mondo' è
fatta di fantasie ma anche di una solida concretezza popolare, capace di
capovolgere tutti i principi e le priorità ma anche di mantenere
il nostro Arlecchino con i piedi ben piantati per terra...anzi sottoterra...ormai
ben abbrustoliti ed affumicati dal suo zampettare nelle fiamme dell'Inferno.
Perchè con i diversi colori delle sue epoche, dei suoi attori ed
autori, con le sue infinite possibilità di reinventarsi e travestirsi,
Arlecchino può farci ancora oggi assaporare la sua testimonianza...che
è al tempo stesso umana, teatrale, animale e storica... e forse,
per tutto questo, anche un po' carnevalescamente "diabolica" (come
il cornetto in fronte comanda).
Ed è così che Arlecchino rivolta il suo variopinto "MonDologo"
- e anzi rivolta tutto se stesso "di dentro in fuori" come una
tasca - ancora una volta sulle piazze del 2000.
Un
MonDologo esilarante che unisce il gusto "sproloquiante! dei comici
più attuali con l'omaggio al "teatro all'italiana" della
tradizione dei Comici dell'Arte. In particolare a tale omaggio si devono
la puntigliosa ricostruzione dei movimenti e dei lazzi della Maschera e,
per quanto riguarda il testo, la riscoperta di un certo numero di spunti
e temi dal vasto e sparso repertorio del teatro italiano ed europeo del
Cinque-Seicento, del Settecento e dell'Ottocento: temi che hanno il sapore
dell'imprevedibile e fantasiosa irriverenza popolaresca di un Arlecchino
ribelle, temi che sanno confrontarsi col mondo d'oggi grazie ad una sottile
e pungente ricontestualizzazione. E' uno spettacolo popolare e "fine"
insieme, certamentenuovo per i temi, per iltipo di comicità e per
il gusto figurativo con cui sono "danzati" i movimenti della maschera,
in testimonianza anche di varie Scuole che hanno coltivato la Commedia dell'Arte
nel nostro secolo.
Il MonDologo di Arlecchino rappresenta anche il primo risultato formalizzato
del lavoro di ricerca di Claudia Contin e Ferruccio Merisi sul personaggio
di Arlecchino: si tratta di uno spettacolo ormai entrato nel repertorio
stabile della compagnia Attori & Cantori, quale omaggio 'senza tempo'
alla Commedia dell'Arte del passato e 'del futuro'.
Pubblico Consigliato:
per tutti, pubblico serale.
Esigenze Tecniche:
Spazio scenico
minimo 6 m. di profondità per 6-8 m. di larghezza. Inquadratura
nera con fondale e quattro quinte larghe minimo 1,5 m. Una scaletta sulla
destra di accesso al palco dalla platea. Carico luci minimo 10Kw. |