Foto scaricabili: clicca sulle foto per ingrandirle

"IL MONDOLOGO DI ARLECCHINO"
Spettacolo comico- grottesco per anime perse

 
 
 

 

 
Interpretato da: Claudio Contin (e Claudia)
Regia: Ferruccio Merisi
Testo di: Claudia Contin
Musiche a cura di: Vito Angelo Ciampa
Maschere e costumi: Claudia Contin
Scene e luci: Ferruccio Merisi
Effetti speciali: Tiziana Cretti, Giampiero Bessegato
Assistenti di scena - luci ed effetti: Lucia Zaghet e Veronica Risatti
 

Arlecchino, servitore di Satanasso in persona (che però risulta...scomparso), si ritrova "orfano di padrone" a vendere una strana eredità che gli è rimasta tra le mani: alcune anime pregiate, anime dannate, anime particolarmente biricchine...conservate in cubetti di ghiaccio affinchè non "se dislènguino, svòlino via, che po' no le catémo più"...
Inizia così un "viaggio umoristico", imprevedibile, arguto e graffiante, che vede Arlechino - "pro budello suo" - scoprirsi di volta in volta: strampalato ciarlatano, stregone, allievo filosofo e...cantautore, senza potersi esimere dal dire la sua sui costumi del nostro (per lui) stranissimo mondo.
Punto da una fame sempre più lancinante, atavica e profonda, esercita la sua professione di "Venditore di illusioni" e sembra finire egli stesso per credere in quel Mondo di "buon-senso" e "non-senso" popolare che comincia a montare come una crema intorno alle sue veloci chiacchere, alle sue capriole e lazzi, alle danze, alle magie, alle canzoni, alla sua comica serietà, alla sua tragica ilarità...
E la sua sgrammaticata, vaneggiante, comica 'visione del mondo' è fatta di fantasie ma anche di una solida concretezza popolare, capace di capovolgere tutti i principi e le priorità ma anche di mantenere il nostro Arlecchino con i piedi ben piantati per terra...anzi sottoterra...ormai ben abbrustoliti ed affumicati dal suo zampettare nelle fiamme dell'Inferno.
Perchè con i diversi colori delle sue epoche, dei suoi attori ed autori, con le sue infinite possibilità di reinventarsi e travestirsi, Arlecchino può farci ancora oggi assaporare la sua testimonianza...che è al tempo stesso umana, teatrale, animale e storica... e forse, per tutto questo, anche un po' carnevalescamente "diabolica" (come il cornetto in fronte comanda).
Ed è così che Arlecchino rivolta il suo variopinto "MonDologo" - e anzi rivolta tutto se stesso "di dentro in fuori" come una tasca - ancora una volta sulle piazze del 2000.

Un MonDologo esilarante che unisce il gusto "sproloquiante! dei comici più attuali con l'omaggio al "teatro all'italiana" della tradizione dei Comici dell'Arte. In particolare a tale omaggio si devono la puntigliosa ricostruzione dei movimenti e dei lazzi della Maschera e, per quanto riguarda il testo, la riscoperta di un certo numero di spunti e temi dal vasto e sparso repertorio del teatro italiano ed europeo del Cinque-Seicento, del Settecento e dell'Ottocento: temi che hanno il sapore dell'imprevedibile e fantasiosa irriverenza popolaresca di un Arlecchino ribelle, temi che sanno confrontarsi col mondo d'oggi grazie ad una sottile e pungente ricontestualizzazione. E' uno spettacolo popolare e "fine" insieme, certamentenuovo per i temi, per iltipo di comicità e per il gusto figurativo con cui sono "danzati" i movimenti della maschera, in testimonianza anche di varie Scuole che hanno coltivato la Commedia dell'Arte nel nostro secolo.
Il MonDologo di Arlecchino rappresenta anche il primo risultato formalizzato del lavoro di ricerca di Claudia Contin e Ferruccio Merisi sul personaggio di Arlecchino: si tratta di uno spettacolo ormai entrato nel repertorio stabile della compagnia Attori & Cantori, quale omaggio 'senza tempo' alla Commedia dell'Arte del passato e 'del futuro'.

Pubblico Consigliato: per tutti, pubblico serale.
Esigenze Tecniche:
Spazio scenico minimo 6 m. di profondità per 6-8 m. di larghezza. Inquadratura nera con fondale e quattro quinte larghe minimo 1,5 m. Una scaletta sulla destra di accesso al palco dalla platea. Carico luci minimo 10Kw.

 

Premi qui per chiudere questa finestra.